Niente più tasse per chi vende a due soggetti usufrutto e nuda proprietà.
Niente più tassazione per il venditore se cede contestualmente nuda proprietà e usufrutto nello stesso atto di compravendita.
Nel corso dell’esame in Commissione Finanze alla Camera del Decreto-legge Fiscale è stato infatti approvato l’emendamento 1.24 che fornisce una interpretazione autentica della disciplina dei redditi diversi, chiarendo che il reddito derivante dalla concessione di usufrutto o dalla costituzione di altri diritti reali di godimento su un bene immobile costituisce un reddito diverso imponibile solo quando il soggetto disponente mantiene un diritto reale sul bene immobile, mentre si qualifica come plusvalenza se il disponente si spoglia contestualmente e integralmente di ogni diritto reale sul bene.
La norma risolve il problema emerso a seguito della risposta a interpello dell’Agenzia delle entrate n. 133/2025, che aveva sostenuto un trattamento fiscale sfavorevole per il venditore in caso di cessione separata dell’usufrutto e della nuda proprietà da parte della stessa parte venditrice, come riportato nella nostra mail del 18 maggio scorso.
Ritornano dunque applicabili le regole abituali, secondo cui la vendita di un fabbricato o di un terreno (non edificabile) da parte di un privato normalmente non è soggetta alle imposte sulla plusvalenza se sono trascorsi almeno cinque anni dall’acquisto, se è pervenuto per successione o se egli è stato residente nell’abitazione per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la cessione.
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